• racconti

    Apolide

    Osservo per un attimo la stanza: è grande e luminosa. Ci sono alte pareti a vetri e il pavimento in parquet, e tavoli in legno chiaro dai contorni rossi. Sembra un ristorante, ma non faccio in tempo a fissare l’idea che sento suonare la sveglia. La spengo, sono le sei ed è ancora buio: continuo ad alzarmi alle sei, anche se non ho più un lavoro. Non mangio, mi vesto come se fossi un Peter Pan che si toglie l’ombra e se la rimette. Cerco di fare piano per non svegliare Elisabetta, lei ormai è abituata a dormire fino alle sette, quando deve chiamare le bambine, preparare la colazione, farle…

  • racconti

    La soffitta

    Camminavo sulla riva della Senna. Eri distratta – mi disse poi -, toccavi il dorso dei libri impolverati sui banchi dei robivecchi, sistemavi una ciocca di capelli sfuggita al cappellino e ti fermavi a guardare dal parapetto cosa ci fosse giù. Non c’eri per nessuno, solo per te.  Lui seguiva il mio profilo con le dita sporche di viola e di blu, la pelle che odorava di acquaragia mentre lo baciavo. Eravamo già nella soffitta. Eravamo già Anne e Lucienne. Cacciata dalla casa del padre, dalle preghiere, dal collegio e dalle ragazze per bene. Era accaduto in fretta: la lite furibonda, lo schiaffo, la maledizione di mia madre. Rimaneva una…

  • editoriale

    Febbraio, vecchia Minerva, nuovo giornale

    Nel lontano marzo 1985 – quando non ero né morula, né blastula o embrione e neanche pensiero – Umberto Eco pubblicava su L’Espresso la sua prima Bustina di Minerva: una rubrica settimanale che intendeva [r]accogliere appunti occasionali che potevano essere annotati nella parte interna di bustine di fiammiferi [questa la dettagliata descrizione], all’epoca noti con il nome, per l’appunto, di Minerva.  Non so se questi fiammiferi oggi siano ancora in uso [e in vendita], non so perché gli abbiano chiamati proprio come una divinità [sarebbe curioso scoprirlo], so solo che il titolo del libro omonimo La bustina di Minerva, edito Bompiani, al costo di 16.000 lire trovato all’IBS, mi incuriosiva…

  • racconti

    Peccati veniali

    Credo di essere diventata una donna noiosa.  Per colpa della mancanza di tempo, ho nutrito una vocazione per l’indifferenza: l’attuale triste capitolo della mia vita. L’iniziazione venne sancita quando fui assunta a tempo indeterminato con un ruolo di responsabilità. Un’occasione che avevo atteso e che accolsi oltremodo come una conquista più unica che rara. Prima di questo lavoro, lamentavo una certa inquietudine: mi sentivo come un cane smarrito e, anche se pensavo di averci guadagnato, non mi rendevo ancora conto di quanto quell’occupazione avesse paralizzato tutto il resto attorno a me e che mi stavo trasformando in qualcos’altro. Quel giorno, quando m’imbattei nel signor Ettore, avevo gli occhi spiritati e,…

  • racconti

    Interruzione

     Accarezzati, accudisci la bambina che è in te, perdonala. Sono le cinque di sabato mattina, sono seduta sul divano della mia cucina e osservo. I piatti della cena di ieri sera ancora sporchi nel lavandino, il computer in stand by, la mia giacca a vento lanciata d’istinto su una sedia, appena varcata la porta di ingresso. Amo la mia casa. Ogni dettaglio è stato scelto con cura, ogni cosa è al suo posto, il posto che ho reputato giusto. Quando ho deciso di prendere in affitto questo appartamento mio padre non era d’accordo perché l’affitto ha sempre rappresentato per lui uno spreco economico rispetto a un mutuo. Mia madre non…

  • racconti

    La scacchiera

    All’improvviso vidi scivolare una cosa dallo zaino del tizio che mi precedeva: cazzo! Ci mancava solo questa, io ero già in ritardo! L’uomo sembrava, a tutti gli effetti, divincolarsi in quello che mia madre diceva essere un vero e proprio porto di mare. L’aeroporto mi era sempre piaciuto, fiumi umani di partenze e di arrivi confluivano nello stesso spazio vitale e tutto diventava distrazione e confusione, puro dinamismo, rumore assordante che richiamava la vita.  – Scusi le è caduto questo! – dissi con voce troppo bassa per farmi sentire dall’uomo di spalle che a passo spedito continuava per la sua strada. – Le è caduta la scacchiera! –  gli dissi…

  • editoriale

    Gennaio, paura e libertà

    Ultimamente ho la capacità di elaborare pensieri privi di qualsivoglia connessione razionale.  Mi sa che lo faccio da una vita, ma me ne sono resa conto solo in questi giorni.  Si chiama semplicemente pensare senza porre la benché minima attenzione. Si chiama libera associazione di idee, fondamenta della psicanalisi junghiana [o era Freud?]. Si chiama lo-fanno-tutti-non-sei-la-prima-né-l’-ultima. Le frasi qui sopra sono le mie voci che parlano a me stessa.  Non sono matta. Certo, ho problemi a definire cosa è normalità, ma parlare ad alta voce tra me e me, senza essere vista da nessuno, non mi classifica tra le folli, spostate di mente. [Almeno credo.] A ogni modo non era…

  • accenti in avvento

    Editoriale di Natale

    È il 24 dicembre. Oggi, chi non lavora, va in giro a completare gli acquisti per i regali [o, per i pigri dell’ultimo momento, a farli dal principio]. Si compra il pesce al mercato e si trascorrono ore tra fornelli, tegami, pirofile e forno. È il 24 dicembre, il compleanno di Gesù – non ho trovato altre risposte plausibili al mio quesito di ventitre giorni fa su quale fosse il senso del Natale –, e i compleanni vanno festeggiati, glorificati in grande stile, a maggior ragione se la persona in questione compie duemila e passa anni: non è da tutti l’eternità. È il 24 dicembre e prima di andare a…

  • accenti in avvento

    15 ore e 11 minuti – Stiamo abbastanza bene, una storivista a Francesco Spiedo

    Ieri sera, martedì 21 dicembre, sono arrivata a Napoli alle 23:01 con il regionale 5895, precisamente 9 minuti dopo l’orario previsto: buono, considerando che solitamente c’è un ritardo previsto di minimo 20 minuti. Faceva freddo ed ero abbastanza stanca, quindi appena sono arrivata in stanza sono crollata a letto in uno stato comatoso.  Però stamani mi sono svegliata energica e felice, dopotutto sono a Napoli per la prima volta e c’è pure il sole. Napoli è una tappa improvvisata all’ultimo secondo: fino a poche ore fa ero a Benevento in vacanza da un’amica e per tornare in Toscana avrei dovuto affrontare una giornata intera di treni, con annessi 4 cambi.…

  • accenti in avvento

    Cruciverba letterario

    Prova a risolvere il cruciverba letterario di biró ORIZZONTALI La Lindgren che inventò Pippi Calzelunghe Iniziali di Dahl, autore de “Il GGG” Scrisse “Il mare non bagna Napoli” Non credente Dea della Terra per i Sumeri Affermare “La confraternita dell’…”, di John Fante L’inizio della Oates, scrittrice statunitense Italy-America Chamber of Commerce È necessario per leggere, contemplare, riflettere Nella prima declinazione latina, forma il plurale Azienda Sanitaria Locale Il cuore di Guido Le consonanti del volo Serie di passaggi inevitabili Un libro di Maxence Fermine Nelle targhe indica la provincia siciliana di Enna La Pozzi poetessa del Novecento Verso, orientamento Celebre fontana di Roma, esaltata da Fellini Lo è il…