• racconti

    TRADIZIONE ILLUSORIA

    Come le ho spiegato, ho già attivato la procedura per rintracciare suo nonno. Non si preoccupi: lo troveranno. Ora mi parli dell’album e cerchi di essere il più chiaro possibile. Perché era dentro la tasca destra del suo giubbotto? Le spiego tutto: non sono mica un ladro, non ho mai rubato nulla. Comunque stamattina, come ogni domenica, sono andato a casa di mio nonno, abbiamo mangiato il cornetto e bevuto il solito caffè, per poi scendere insieme in centro e girare nel grande mercatino. È quello che piazzano in via Pini ogni week end e che io e il nonno frequentiamo spesso, per la sua passione infinita verso tutto quello…

  • racconti a tema

    Mittente: anonimo Destinatario: sconosciuto

    Ho sempre pensato che non mi piacesse correre. A parte qualche sport di squadra, praticato in maniera disordinata e poco disciplinata in gioventù, non avrei mai pensato che un giorno questo appuntamento fisso con la corsa mi avrebbe contraddistinto: per molti, infatti, sono Marco, quello che corre forse ancor prima di Marco aspirante editorialista. Ho iniziato a correre più o meno otto anni, dopo un infortunio alla caviglia durante una partita di basket e adesso non posso smettere: corro tutti i giorni, corro in vacanza, al mare o in montagna non fa differenza, corro quando sono in trasferta per lavoro. Anche i sogni li faccio di corsa. Non corro solo…

  • racconti a tema

    IL TESORO DI QUALCUN ALTRO

    La prima volta che la vidi ero seduto in uno dei posti in fondo al 17, l’autobus che taglia Firenze da una parte all’altra della sua estensione. Avevo un libro in mano ed i miei spessi occhiali da lettura, continuavano ad appannarsi per la grande umidità. La stagione delle piogge stava finendo ma il grande caldo, ormai, ci aveva avvolto come un mantello. Toglievo gli occhiali e li pulivo, strofinando entrambe le lenti contro la mia maglietta in cotone bianco. Ci mettevo tutta l’energia che potevo, quasi scocciato dal numero di volte in cui mi trovavo costretto a ripetere quel movimento ormai meccanico ed automatico. La maglietta era stropicciata, ma…

  • racconti

    18 giugno

    Tiro fuori la mano dalla tasca del cappotto e con il tiepido calore che emana abbraccio la punta del mio naso con le dita, cercando di scaldarlo un po’. È diventato un piccolo ghiacciolo. Succede sempre così in inverno quando esco di casa. A quanto pare il mio abbonamento al naso congelato viene rinnovato puntualmente tutti gli anni dai primi giorni di dicembre fino a primavera inoltrata. Il fiume di persone che esce dal vagone della metropolitana quasi mi travolge, e in men che non si dica sono sulla scala mobile che mi porta verso l’uscita. Il cielo è scuro ma la sera è rischiarata da mille luci colorate che…

  • racconti

    PROSPETTIVE DI EQUILIBRIO

    Sono le sei e mezza di un mercoledì, quando il mio telefono si illumina e un minuscolo banner mi avverte che Lisa, della VB, sta pensando a me nella sua stanza e ha voglia di vedermi. Cerco di immaginarla con la faccia sullo schermo mentre sceglie le parole giuste per dire qualcosa ad uno sconosciuto. Ed è difficile, senza dubbio, scegliere le frasi giuste per qualcuno con cui non abbiamo mai parlato. Mi colpisce la parola che ha usato: passione. Non riesco davvero ad amare qualcosa, a perderci la testa ma scrivere mi piace. Non so perché ieri l’ho detto davanti a tutti: nascondo sempre questi brevi e intensi momenti…

  • le Isole di Norman, premio campiello opera prima
    storiviste

    18°19’N 64°37’W, Le isole di Norman

    In attesa, al semaforo, sollevo il braccio per guardare l’orologio: mancano pochi minuti alle 11. Attraverso il viale, muovo ancora qualche passo e poi, con un piccolo balzo, atterro su quella che a me pare un’enorme casella nera. Mi fermo lì, mi guardo attorno e cerco di orientarmi con lo sguardo su quell’estesa scacchiera che è la Terrazza Mascagni. Scruto le poche persone che affollano il lungomare: volti mai visti prima sorridenti, pensierosi, chiacchieroni mi passano accanto. Nessuno che io riconosca. Destata dal garrito di un gabbiano, mi incammino senza una destinazione precisa. Tiro fuori dalla borsa Le isole di Norman nella segreta convinzione che, come una bussola, sarà proprio…

  • ritratto e fotografia frida Kahlo, immagine copertina racconto L'elefante e la Colomba
    racconti

    l’Elefante e la Colomba

    Non so da dove venne quella spranga di ferro né da che parte mi trafisse, so solo che mi passò attraverso e che pensai che un pene sarebbe stato traumatico ma almeno sadicamente naturale, invece quella spranga di ferro mi ha distrutta e basta. Io sopravvissi, certo, e anche Frida, perché la vita vale molto più di questo. Frida conobbe Diego che era ancora una bambina. Ricordo quella sera mentre si lavava e lavava me, come sorrideva ripensando alla mattina quando aveva preso l’autobus ed era andata con la scuola a vedere il grande pittore lavorare. Lei, bambina – e sapete come sono le bambine a quell’età, quando dicono le…

  • racconto di Natale

    INSPIRATION BOARD

    Il promemoria sulla lavagna, all’ingresso dell’ufficio, più o meno recita così:  “A tutti i collaboratori di biró: riunione di redazione programmata martedì 1 alle ore 11 nella sala centrale. A partire dalle 10:30 ognuno, a turno, dovrà lasciare sul tavolo più di un oggetto (natalizio o meno poco importa): servono idee per il numero di dicembre.” È perentorio, io e la mia socia, ce ne rendiamo perfettamente conto, ma non possiamo perdere ulteriore tempo: andiamo in stampa proprio la vigilia di Natale e di strutturato c’è poco e niente. Alle 10:25 attacco un post-it all’angolo destro del tavolo: “accenti di dicembre” scrivo in nero. Dopo cinque minuti ha inizio una…

  • racconti a tema

    SOLI

    La musica è potente perché condivisibile. Ha questa innata forza di sfondare la parete della solitudine facendoti ritrovare in metro a spartire una cuffia con un amico, una fidanzata, un padre. E puoi anche cantare, puoi prendere le sembianze dell’artista. Puoi condividere le note, il testo, uno sguardo. Questo mi faceva pensare la coppia che mi camminava davanti e che si divideva una canzone nell’auricolare destro lui, sinistro lei. Ed è bello, mi dicevo, avere qualcosa che ti piace, che è tuo, da dare a un altro. Vivevo al terzo piano di un palazzone in periferia. Uno come tanti, con i balconi e le tristi piantine, le scale all’entrata e…

  • racconti

    La Divina

    Apro gli occhi. A un metro da me, un microfono. Non ne ho mai visto uno così. Forse solo in televisione in quei vecchi programmi che mi faceva guardare mia madre. Ma dal vivo mai. Ha la forma di una saponetta. Sì, sembra proprio una saponetta metallica attaccata ad un’asta che non si sa da dove viene, né dove vada a finire. Do un’occhiata in giro. Non c’è nulla. Sono avvolta da una luce fortissima. Bianca. Come il mio nome. Mi metto alla ricerca, senza molto successo, di un qualcosa di conosciuto. Abbasso lo sguardo e scopro che sono a piedi nudi su un pavimento in legno: unica sfumatura colorata…