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    Gennaio, paura e libertà

    Ultimamente ho la capacità di elaborare pensieri privi di qualsivoglia connessione razionale.  Mi sa che lo faccio da una vita, ma me ne sono resa conto solo in questi giorni.  Si chiama semplicemente pensare senza porre la benché minima attenzione. Si chiama libera associazione di idee, fondamenta della psicanalisi junghiana [o era Freud?]. Si chiama lo-fanno-tutti-non-sei-la-prima-né-l’-ultima. Le frasi qui sopra sono le mie voci che parlano a me stessa.  Non sono matta. Certo, ho problemi a definire cosa è normalità, ma parlare ad alta voce tra me e me, senza essere vista da nessuno, non mi classifica tra le folli, spostate di mente. [Almeno credo.] A ogni modo non era…

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    Editoriale dicembre

    Sono giorni che ho in testa due domande che non mi danno tregua. Qual è il senso del Natale? Cos’è la letteratura? Sono quesiti privi di un nesso logico tra di loro, ne sono consapevole, eppure, a momenti alterni, mi danno il tormento. So, anche, con assoluta convinzione che non troverò una risposta nell’immediato: la prima mi si riproporrà ogni anno all’incirca verso la metà di novembre, per poi lentamente sopirsi a gennaio inoltrato. La seconda, ho come l’impressione che mi perseguiterà per tutta la vita. Devo, però, trovare un’apparente, o provvisoria, soluzione al mio dramma. Detto fatto. Esco dal mio ufficio e mi fiondo nella sala riunioni che da…

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    Editoriale novembre

    La sindrome di Parigi ha una sintomatologia molto simile [stupori e svenimenti] alla sindrome di Stendhal, ma ha cause completamente opposte. È una sorta di delusione che colpisce i turisti, per lo più giapponesi, nel vedere la capitale francese. Pare che possa portare a una sorta di stato depressivo.  La signora settantenne seduta accanto a me sull’aereo non smette di sciorinare i suoi saperi. Non so se, questo suo blaterare, sia dovuto a una sua consuetudine o sia un modo per alleviare la paura di volare. Vorrei solo smettesse. Non ne avevi mai sentito parlare? No. È la prima volta a Parigi? No.  I miei monosillabi non la intimidiscono. Lei…

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    Editoriale ottobre

    Qualche settimana fa mi sono imbattuta in una frase che non sono riuscita a scrollarmi di dosso.  Certo, capita spesso di leggere frasi belle che restano nella mente e che magari faccio lo sforzo di appuntare su un taccuino o su fogliacci volanti che finiranno nel chissà dov’è del mio personale disordine.  L’universo è scritto in lingua matematica. È una frase semplice. Ha l’unica pretesa di essere stata scritta da Galileo Galilei.  [Forse anche di asserire quella che per i matematici è una verità. Anzi no, la Verità.] Lì per lì non ci ho fatto molto caso, ma poi ha preso a ronzarmi in testa come una fastidiosa zanzara. Voleva…

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    Editoriale settembre

    Il nome deriva dal latino september, a sua volta da septem, sette, perché era il settimo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo. Nel 37, l’imperatore Caligola mutò il nome del mese in Germanico in onore dell’omonimo padre, ma alla morte dell’imperatore il nome tornò quello originale. Nell’89 il nome fu nuovamente cambiato in Germanico, questa volta per celebrare una vittoria dell’imperatore Domiziano sui Catti, ma quando anche Domiziano morì [assassinato], il nome del mese fu ripristinato. Destino breve ebbe anche la riforma del calendario operata da Commodo, nella quale il mese di settembre prendeva il nome di Amazonius. Anche se in realtà muoio dalla curiosità…

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    editoriale agosto

    D’estate, quando sono in vacanza, c’è un momento della giornata che adoro particolarmente. È l’ora in cui il sole pende a ovest e il giorno si acquieta. Un venticello tiepido spira da qualche parte e la gente rincasa dal lavoro, dalla spiaggia o dal pendio di una montagna. Saranno più o meno le otto di sera, l’ora in cui decido che uscire a passeggiare e ascoltare tutto quello che c’è fuori, sia l’unica vera panacea.  Ho tracciato, in tutti questi anni, un percorso che di tanto in tanto mi piace modificare: imbocco qualche strada parallela, allungo nella piazza del paese e mi aggiro tra una serie di palazzine a tre…

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    editoriale luglio

    Il n’y a pas de règles. Non ci sono regole. Mi ha detto qualche sabato fa la mia amica francese Marine. E da allora non faccio che pensare a questa frase.  A questa frase e al fuorigioco. Due concetti apparentemente antitetici eppure, secondo la mia mente, legati tra loro. Purtroppo ho terminato la psicanalisi ormai da un pezzo e tutte le volte che entro in questi trip amletici, che mi perseguitano per giorni, l’unico modo che ho per uscirne è indossare un costume, chiudermi per un quarto d’ora in una sauna e cercare di sviscerare la questione chiedendomi – come avrebbe fatto la dottoressa – cosa evocano in me questi…

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    editoriale giugno

    Mia sorella dice spesso che vivo in un mondo tutto mio, fatto, secondo lei, di fiabe e poca realtà. A niente vale il ribadire che tutti abbiamo una dimensione propria in cui abitiamo: liberi di muoversi, accettarsi, tollerare lo spazio che in un certo senso siamo costretti a condividere con il resto del mondo. Quello di tutti. Così, non mi sono meravigliata più di tanto quando un paio di venerdì fa mi è capitato di scontrarmi con un mondo nuovo. Anzi due: quello di Donatien Alphonse François de Sade e di Leopold von Sacher-Masoch. Questi signori, non più in vita da almeno cent’anni, hanno dato un contributo essenziale a quelle…