• copertina del libro No musin on weekend
    eventi,  storiviste

    Nostalgia di un ricordo: No music on weekend

    A Midsummer Night’s dream, ho pensato. Eppure quella sera di metà luglio – che non so se si può definire mezza estate – erano da poco passate le sette e trenta, in cielo c’era un sole calante – quindi no, non era nemmeno notte – e gli unici sogni che avrei potuto fare erano di quelli ad occhi aperti. Eppure, per qualche strana associazione di idee, è proprio a quella commedia shakespeariana che ho pensato mentre varcavo la stretta porticina che mi avrebbe portata al pergolato dell’amore delle Serre Torrigiani: un giardino nel centro storico diladdarno, a Firenze. A convincermi a partecipare alla presentazione del libro (o meglio: saggio musicale)…

  • racconti

    lunga vita al Capitano

    Buio. Dove mi trovo? Esisto ancora?L’aria intorno a me è così bollente e intrisa di umidità da mozzarmi il fiato.Sì, esisto. Ma dove sono?Forse all’inferno. Diamine, non l’avevo immaginato così.Dopo neanche un istante l’udito si risveglia: il garrito dei gabbiani è accompagnato dal dolce rumore delle onde, e il vento scuote delicatamente fronde di alberi non lontane da dove sono.   La coscienza scuote il mio corpo disperdendo l’oblio, torno definitivamente alla realtà percependo una sensazione che conosco fin troppo bene. Il dolore.Ho la schiena letteralmente a pezzi.Esisto e no, non mi trovo all’inferno. Sono viva, distesa su una superficie dura e scomoda. Muovo le dita e la mano sinistra sprofonda…

  • racconti

    L’asciuga pensieri

    All’orizzonte il sole spunta tra due nuvolette bianche, e il suo tepore mi carezza le cuciture. Sono steso in giardino ad asciugarmi. Devo proprio ammetterlo: con la pensione la mia vita ha preso una piega particolarmente rilassante. Perlopiù me ne sto sdraiato in una cassettiera della mia nuova casa, un’abitazione vera e propria, dove mi utilizzano tanto raramente che tra una centrifuga e l’altra sento sempre l’aroma dell’ammorbidente sulla stoffa. Prima della pensione ho avuto una vita davvero movimentata. Ero uno in carriera io: vivevo in un palazzetto dello sport, quasi fossi un vero veterano basket! No che non ero (e non sono) un giocatore – sono sempre stato troppo…

  • storiviste

    Mezzo metroquadrato di felicità

    E se poi non va come avevo immaginato?Eravamo in spiaggia a bere birra con le schiene appoggiate ad un muretto e a riflettere sui massimi sistemi della vita. Luigi aveva già finito l’esame di stato, io, invece, ero ancora in ballo con gli orali: di lì a poco sarebbe stato il mio turno. Ci incontravamo quasi tutte le sere: uscivamo con il gruppo e poi passavamo la notte a chiacchierare. Tutte le volte ci ripromettevamo di aspettare l’alba, ma puntualmente arrivate le 4.00 cominciavo a dare i primi segni di cedimento, così decideva di riaccompagnarmi a casa, forse anche impietosito dal vedermi congelare per l’umidità: non avevo ancora imparato a…

  • racconti

    la Luna di Percival

    Dalla cucina arriva un leggero baccano.Qualcuno deve aver versato dell’acqua bollente in una tazza. Sì, bollente. Non so se lo avete mai notato, ma lo scroscio dell’acqua calda fa un rumore inconfondibile. Fredda o calda che sia, l’acqua produce suoni completamente distinti: lo so bene io, attento osservatore, dotato di un udito sopraffino.L’aria sembra dare conferma alla mia sagace intuizione: annusandola mi accorgo che quell’acqua è rapidamente diventata camomilla. Alle 5.00 del pomeriggio? Brutto segno, deve essere nervosa.Apro un occhio, poi l’altro. Sbadiglio pigramente osservando un dolce uccellino che plana sull’olivo del giardino.Sono indeciso se saltare giù dal davanzale per inseguire il pettirosso, o raggiungerla in cucina per sincerarmi che…

  • storiviste

    MANUALE DI SOPRAVVIVENZA ALLA QUARANTENA: La Piccola Farmacia Letteraria

    Il 9 Marzo 2020 la vita degli italiani è cambiata.Siamo tutti costretti a stare ognuno nelle proprie abitazioni. Possiamo uscire solo per necessità: lavoro e spesa. Punto. Lo dice la legge. Non so bene quanto durerà tutto questo. So che dopo due settimane di reclusione vago con lo sguardo fuori dalla finestra alla ricerca di parole che rendano giustizia all’intervista fatta due giorni prima del fatidico decreto a Elena Molini proprietaria de La Piccola Farmacia Letteraria. Due giorni prima – questo pensiero mi blocca – potevo uscire per incontrare gente in piazza, nei teatri, al cinema, in libreria. Potevo pranzare, cenare insieme ad altre persone e bere più del solito…

  • racconti

    CHE VINCA IL MIGLIORE

    Da Bambino avevo la strana tendenza a definirmi brutto. Spiego meglio. Se qualcuno, ad esempio un amico di famiglia, si chinava verso la mia faccia, minaccioso dal mio punto di vista di cinquenne, per elargire complimenti del tipo: “Che carino che sei, quanti anni hai?”, si sentiva puntualmente rispondere: “Io sono brutto! E la mia età non è un problema tuo!” Turbe psichiche? Maltrattamenti genitoriali?   Nulla di tutto questo. Neanche l’inconscio c’entra in questa faccenda. Dunque nessuno provi a dargli la colpa (visto che ormai la moda è quella di attribuirgli tutti i problemi). Sono sempre andato molto d’accordo con me stesso, così come ho sempre avuto il pieno…

  • storiviste

    L’uomo alla finestra

    Come al solito sono in ritardo, @dadinski_ sarà già seduto al tavolino del bar dove ci siamo dati appuntamento. Dario è l’illustratore che oggi dovrò intervistare: scriverò su di lui per la rivista letteraria per cui lavoro. – Ordina pure se vuoi, – gli dico inviandogli un audio su whatsapp, – cinque minuti e sono da te. So bene che non saranno solo cinque, i minuti. Allaccio le scarpe. Afferro l’ultimo ombrello superstite. È uno di quelli sgangherati che alla prima folata di vento mi abbandonerà in balia delle intemperie. Non ho di meglio, ho uno strano rapporto con questi oggetti: li dimentico sempre, ovunque! Uscita dal portone, mi affretto…

  • racconti

    UN MANCATO PREMIO NOBEL (anzi due)

    Sudo.La sabbia blu dentro la clessidra scivola a rilento mentre il calore secco della sauna comincia a farsi sentire. Brucia la pelle. Invoglia le ghiandole sudoripare a piangere. E intanto la sabbia scandisce il tempo che scorre. Che va. Dove? Mi verrebbe quasi da chiedere.Chiudo gli occhi. Lascio i miei pensieri vagolare, ripercorrere la giornata. Anche oggi non ho fatto molto. Sveglia presto (forza dell’abitudine). Colazione: grandi abbuffate, grandi sorrisi. Un ciao, buona giornata e poi una lunga passeggiata in una soleggiata giornata di febbraio. Il mare si agita forse per via della leggera brezza che tira.Cammino lentamente: metto un passo davanti l’altro. Cerco un posto che mi ispiri, in…