• racconti

    L’estate più calda degli ultimi quarant’anni

    Ieri sera, quando sono rientrato dal lavoro, ho visto due valigie all’ingresso. Laura era nella camera del bambino. È lì che dorme ormai da tre mesi. Non riesce a starmi vicino. La capisco. Nemmeno io ce la faccio a stare con me.  Mia madre mi ripete – ogni giorno – che insieme possiamo superare questo momento.  Siete giovani, mi dice, avete tutta la vita davanti. Ma quale vita? Mi sono tolto la giacca. Ho percorso il corridoio. Laura stava seduta sul bordo del letto. Dovevo fare un passo, uno soltanto. Ma poi ho notato che aveva le scarpe ai piedi. Quelle scarpe mi urlavano che il tempo era scaduto. Niente…

  • editoriale

    Editoriale ovvero Almanacco Kitsch di Maggio ’24

    Ho accolto maggio come sono solita fare ormai da tempo: con una domanda e due ciliegie. Adoro questo mese, avrei desiderato tanto nascervi e invece m’è toccato giugno che pure è affascinante per tante ragioni [prima tra tutte il mio principiare in questa vita] ma preferisco maggio! Me lo figuro rosso, come le ciliegie di cui vado ghiotta, e come una risposta che paziente, solenne e pronta attende di essere riscattata. La domanda, dicevo, ha una subdolenza irritante, si insinua dappertutto pure nelle cose che vorrei fossero scevre dai miei pensieri tormentosi [i libri che leggo, per esempio – ma non è poi questo che dovrebbe fare la buona narrativa:…

  • Spazitralerighe

    25 aprile. Nessun compromesso. Quindi ho chiesto ad Antonio Francesco Perozzi.

    […] La mia storia è la storia di tutti e la vostra è la mia. Ascoltate come nel mondo più incalzanti che nel filo del telegrafo le linee e i punti brusiscono i pensieri di miliardi d’uomini. […]  G. Piovano, Ultimo, Poema di noi, Effigie, Milano 2007 Mentre scrivo mancano due giorni alla Festa della Liberazione e i fatti che obbligano me e chiunque abbia chiaro cosa è fascismo e cosa è antifascismo ad alzarsi ogni mattina con un pugno alzato e una responsabilità a lottare senza scendere mai a compromessi aumentano. Gli ultimi sono emersi ieri, carcere Beccaria, torture su detenuti minorenni, violenze sessuali, sacchi di sabbia per nascondere…

  • racconti

    Tigri ed Eufrate

    La settimana iniziò il quindici di agosto. Vorrei fossimo tutti d’accordo che le settimane non dovrebbero iniziare di quindici di agosto e che niente ad agosto dovrebbe iniziare, soprattutto le settimane. Agosto è per finire. È un buon momento per essere lasciati e per finire i libri che avevi iniziato a luglio. Io quella settimana avevo dieci libri iniziati a luglio e quasi finito i soldi. Per fortuna avevo rimediato un lavoro: restare a Roma per badare ai gatti. Non a tutti i gatti, solo ad alcuni, i più redditizi, che vivono in attici luminosi e bevono da un depuratore d’acqua per felini. Anche Priscilla, la mia coinquilina ventenne, aveva…

  • Cose che tutti vedono

    Ultimi bocconi

    Ultimo boccone, che il mio amoresiriano si premurava di lasciarmi alla fine del pasto – non importa che fosse dolce o salato, a patto che fosse l’ultimo – e nella prima lontananza mi scrisse: «Valeria, la nostalgia del tuo corpo ha la forma dello spicchio di arancia che lascio appassire nel piatto – immaginando di porgerlo alle tue piccole labbra».  Così usava fare, l’amoresiriano, che nella città buia e devota alla crisi fumava e soffriva e beveva caffè; e sempre con la sigaretta in bilico tra il medio e la punta dell’anulare, sospesa – come la penna, lo sguardo cerchiato, la voce – nell’esitazione del poeta, lui, il poetasiriano. E…

  • racconti

    Tutto, in tutte le direzioni

    erto che me lo ricordo non lo dico mica per dire, quando potresti dimenticartene io me lo ricordo, è sempre e sempre con me con un accenno di nostalgia che tu puoi anche dire distorce, che mi fa ricordare quello che non era o comunque non come era, meglio di come era, se per aprire uno spazio come sto facendo adesso bisogna sempre passare col col col filtro ma normalmente non  se il punto è che ci sono momenti come questo in cui i momenti appunto ritornano — se il punto è che nel momento che ritornano sono con te fino alla fine — se il punto è che io…

  • editoriale

    Editoriale ovvero Almanacco kitsch di Aprile ’24

    Mi scoprivo sovente ad almanaccare argomenti, e questo è il meno male: lo faccio tuttora con indubbio profitto, scriveva Cesare Pavese ne Il mestiere di poeta. Come non essere d’accordo? Come non sentirmi così tanto in empatia con lo scrittore e poeta suicida?  Avrei potuto scrivere, che ne so, lo scrittore e poeta piemontese, cuneese o qualsiasi altro aggettivo che avrebbe qualificato la sua persona, il suo lavoro e invece no: ho scelto quello che ha caratterizzato la sua morte.  Ho un dolore sarebbe dovuto essere l’incipit di questo editoriale, poi ho cambiato idea e ho pensato a Pavese, a questa sua frase, alla sua fine. Ci riprovo [non è…

  • racconti

    Berlino a pezzi

    Alberto ha  gli occhi così chiari che spesso lacrimano alla luce del sole.  Da ragazzi ci scherzava su, diceva che per quello amava la notte; in effetti, con il buio si comportava in modo molto diverso rispetto al giorno. Al mattino restava zitto, mi salutava muovendo appena la testa; le sere invece le passavamo a parlare fino a tardi sui sedili della sua jeep, la radio spenta. Solo in quelle occasioni lo riconoscevo davvero: facevamo commenti su quanto erano stronzi i nostri padri o su quanto avremmo voluto andare via da quel paese dove c’erano ancora le case di pietra – e lui sarebbe partito davvero. Nei momenti di silenzio…

  • racconti

    Epitome dell’errore

    Ho un refuso nel pensiero, un piccolo tarlo che mi  fa sentire sempre in errore: è evidente il suo maleodore, e lo scaccio e ritorna,  ritorna e lo scaccio, non riesco a metterlo in un sacco. Mi fa forse compagnia la sensazione che in ogni cosa che faccio un errore ci sia? Maestranze, spiegate le vele, si vola lontano, lontano dal posto in cui galleggia l’errore che sempre mi fece credere di vivere nel disonore.  Si può dir così: una mattina molto presto mi sono svegliata dopo inquiete turbe matrimoniali. Perché ora russi, perché tremi un po’, vai sul divano?, lasciami riposare.  Ho preso treni, insegnato a ragazzini molesti e…

  • racconti

    Perché le Variazioni Goldberg?

    Il modello in dotazione non era dei più nuovi: l’avevano definita una rigenerazione in ottimo stato, ma apparteneva comunque alla serie più avanzata. Valutarono GAE la soluzione migliore per il completamento del progetto urbanistico affidatomi dallo studio governativo. I dispositivi copilota erano da considerarsi in comodato d’uso, come ci teneva sempre a sottolineare la nostra responsabile. Qualsiasi danneggiamento per uso improprio, ribadiva al momento della consegna, sarà ripagato di tasca vostra, intesi?  Mentre firmavo il contratto d’appalto pattuendo i tempi di consegna, sbirciai verso di lei: guardava con discrezione un punto fisso davanti a sé, senza mostrare alcun segno d’interesse rispetto alla conversazione tra me e la progettista. Notai che…