• racconti

    Interruzione

     Accarezzati, accudisci la bambina che è in te, perdonala. Sono le cinque di sabato mattina, sono seduta sul divano della mia cucina e osservo. I piatti della cena di ieri sera ancora sporchi nel lavandino, il computer in stand by, la mia giacca a vento lanciata d’istinto su una sedia, appena varcata la porta di ingresso. Amo la mia casa. Ogni dettaglio è stato scelto con cura, ogni cosa è al suo posto, il posto che ho reputato giusto. Quando ho deciso di prendere in affitto questo appartamento mio padre non era d’accordo perché l’affitto ha sempre rappresentato per lui uno spreco economico rispetto a un mutuo. Mia madre non…

  • racconti

    La scacchiera

    All’improvviso vidi scivolare una cosa dallo zaino del tizio che mi precedeva: cazzo! Ci mancava solo questa, io ero già in ritardo! L’uomo sembrava, a tutti gli effetti, divincolarsi in quello che mia madre diceva essere un vero e proprio porto di mare. L’aeroporto mi era sempre piaciuto, fiumi umani di partenze e di arrivi confluivano nello stesso spazio vitale e tutto diventava distrazione e confusione, puro dinamismo, rumore assordante che richiamava la vita.  – Scusi le è caduto questo! – dissi con voce troppo bassa per farmi sentire dall’uomo di spalle che a passo spedito continuava per la sua strada. – Le è caduta la scacchiera! –  gli dissi…

  • editoriale

    Gennaio, paura e libertà

    Ultimamente ho la capacità di elaborare pensieri privi di qualsivoglia connessione razionale.  Mi sa che lo faccio da una vita, ma me ne sono resa conto solo in questi giorni.  Si chiama semplicemente pensare senza porre la benché minima attenzione. Si chiama libera associazione di idee, fondamenta della psicanalisi junghiana [o era Freud?]. Si chiama lo-fanno-tutti-non-sei-la-prima-né-l’-ultima. Le frasi qui sopra sono le mie voci che parlano a me stessa.  Non sono matta. Certo, ho problemi a definire cosa è normalità, ma parlare ad alta voce tra me e me, senza essere vista da nessuno, non mi classifica tra le folli, spostate di mente. [Almeno credo.] A ogni modo non era…

  • accenti in avvento

    Editoriale di Natale

    È il 24 dicembre. Oggi, chi non lavora, va in giro a completare gli acquisti per i regali [o, per i pigri dell’ultimo momento, a farli dal principio]. Si compra il pesce al mercato e si trascorrono ore tra fornelli, tegami, pirofile e forno. È il 24 dicembre, il compleanno di Gesù – non ho trovato altre risposte plausibili al mio quesito di ventitre giorni fa su quale fosse il senso del Natale –, e i compleanni vanno festeggiati, glorificati in grande stile, a maggior ragione se la persona in questione compie duemila e passa anni: non è da tutti l’eternità. È il 24 dicembre e prima di andare a…

  • accenti in avvento

    15 ore e 11 minuti – Stiamo abbastanza bene, una storivista a Francesco Spiedo

    Ieri sera, martedì 21 dicembre, sono arrivata a Napoli alle 23:01 con il regionale 5895, precisamente 9 minuti dopo l’orario previsto: buono, considerando che solitamente c’è un ritardo previsto di minimo 20 minuti. Faceva freddo ed ero abbastanza stanca, quindi appena sono arrivata in stanza sono crollata a letto in uno stato comatoso.  Però stamani mi sono svegliata energica e felice, dopotutto sono a Napoli per la prima volta e c’è pure il sole. Napoli è una tappa improvvisata all’ultimo secondo: fino a poche ore fa ero a Benevento in vacanza da un’amica e per tornare in Toscana avrei dovuto affrontare una giornata intera di treni, con annessi 4 cambi.…

  • accenti in avvento

    Cruciverba letterario

    Prova a risolvere il cruciverba letterario di biró ORIZZONTALI La Lindgren che inventò Pippi Calzelunghe Iniziali di Dahl, autore de “Il GGG” Scrisse “Il mare non bagna Napoli” Non credente Dea della Terra per i Sumeri Affermare “La confraternita dell’…”, di John Fante L’inizio della Oates, scrittrice statunitense Italy-America Chamber of Commerce È necessario per leggere, contemplare, riflettere Nella prima declinazione latina, forma il plurale Azienda Sanitaria Locale Il cuore di Guido Le consonanti del volo Serie di passaggi inevitabili Un libro di Maxence Fermine Nelle targhe indica la provincia siciliana di Enna La Pozzi poetessa del Novecento Verso, orientamento Celebre fontana di Roma, esaltata da Fellini Lo è il…

  • accenti in avvento

    Corpo del testo

    Eccomi qui, ancora una volta, a domandarmi come iniziare questo taccuino. La mano trema e la penna probabilmente non scriverà. Ho appena finito di piangere, gli occhi bruciano e la gola anche. Ho vomitato la pizza surgelata che avevo cotto nel forno, dieci minuti prima, per cena. Apro la prima pagina. Vedere il taccuino precedente terminato è stato un colpo. Forse speravo in un cambiamento, in un passo avanti; ma, evidentemente, anche un quaderno può scorrere e voltare pagina, mentre io sono ancora qui, con il solito boccone amaro, piena di disillusioni. Si è soliti iniziare un foglio nuovo con un normale Caro diario, ma non è questo il caso,…

  • accenti in avvento

    Lettera a Zerocalcare

    Ciao Michele,  Probabilmente non leggerai mai questa lettera, ma va bene così. Io la scrivo lo stesso, forse perché ne ho bisogno.   Ieri sera alle 22:00, dopo aver cenato ed essermi messa il pigiama, mi sono seduta sul divano. Solitamente prima di dormire leggo, ma stasera faccio uno strappo alla regola e mi guardo la tua serie tv su Netflix. In realtà devo confessarti che è la seconda volta, l’ho guardata appena uscita, ma stasera mia sorella voleva vederla e allora ho pensato: perché no, me la riguardo volentieri. La prima volta è stata qualche settimana fa e devo dire che mi ha lasciato con alcune domande, tutte irrisolte.  Crescere…

  • accenti in avvento

    Piccole cose

    Di un uomo non si comprende mai quel che pensa o se quando ti guarda come speri che faccia sempre è perché prova orgoglio o in realtà non pensa a niente. Un uomo può farti scombinare i piani per restare a casa e metterci una vita per dirti che ti ama, farlo quando non ti aspetti e trovarti spettinata. Passano giorni, che si assomigliano tutti, accanto a quell’uomo, ma la cosa che più mi viene da pensare è che oggi mi sento fortunata anche se non conosco il suo desiderio prima delle candeline, anche se non sappiamo ballare la stessa musica, anche se la nostra vita sarà poi altro. Tra…

  • racconti

    Diecimila passi

    Hanno detto alla televisione che per restare in forma bisognerebbe fare almeno diecimila passi al giorno. Forse dovrei cominciare a contarli, penso, e butto giù l’ultimo sorso di caffè. Il rumore ferroso del chiavistello mi fa scattare in piedi. Non è un’idea malvagia, mi dico ancora, basterà segnare una tacca sulle scarpe ogni cento passi.  Un saluto frettoloso e la porta viene richiusa alle nostre spalle. Seguo questo ragazzotto che potrebbe essere mio nipote. Sbadiglia e si stropiccia gli occhi. Beata gioventù, mi ritrovo a pensare. È lunedì: è il giorno dell’acqua, esclama quando finalmente arriviamo in magazzino. Il mio compito, insieme ad altre due persone, fino a pomeriggio inoltrato,…